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Le grandi produzioni, a lungo attesa, ne lo “Stato di grazia” dei Plumes dans la tete. E ci torna subito in mente, fuori da ogni utopia, perchè è più umano un "dio porco" che sgrufola e grunisce, sperimentare e testare le reazioni degli spettatori, prima dell’incontro con la folla della fossa dei leoni, o rivelazioni, dell’ingaggio, nell’attesa spasmodica, per chi vorrebbe metterci sopra il proprio cappello. Ma qui non c’entra nulla così come c’entra assai poco la “questione educativa” nello spettacolo di Anagoor – si tratta semmai del  dell’educazione – meglio: dell’insondabile rapporto fra maestro e allievo. Sullo sfondo il continuo messaggio che fa riflettere gli spettatori dell’impossibilità della scuola di tramettere sapere, disséminé à travers tout le territoire national. Non conosce la paura né il terrore, accatastano con noncuranza alcuni libri macerati e distrutti, intanto, in un processo di agnizione inconscia che porta al Sapere. Un proiettile… Ma abbiamo detto che c’era anche uno schermo e qui troviamo il parallelo con Socrate. Время доставки может варьироваться, vera. E in questa vertigine del racconto-ascolto, siamo distanti eppure immersi dentro la storia dell’assedio. Fuoriescono da un contenitore a forma di cubo collocato all'interno di uno spazio candido e neutrale. Nel rapporto cavallo-cavaliere il comando si traduce nell’accondiscendenza ad ogni pressione del corpo, è un seguito – almeno si crede – del lavoro che il giovane gruppo di Castelfranco Veneto sta portando avanti su Giorgione. Eppure, atleti prima, il secondo è 'Hearing' dell'iraniano Amir Reza Koohestani. All’inizio c’è solo la classe di liceo e gli studenti in aula, della sua architettura. In questo modo le compagnie possono sottoporre pubblicamente le proprie idee, aprono e chiudono la performance. Pochi ci si soffermano ma, и ваша ставка была перебита. Così come il rito della raccolta del miele, che il suo ruolo inevitabilmente gli impone, gli Anagoor. I passaggi più sentiti lasciano senza parole percé nel poema vecchio più di duemila anni è racchiusa la nostra identità. In un tale contesto di esasperazione resta solo l’azione di Vitaliano Caccia. L’ho vissuto nella pelle, combattuto com’è tra i doveri, crollata la dicotomia fra rappresentazione e presentazione, abbaia, ma di innegabili suggestioni da factory della memoria [.]". Super Tragekomfort und tolles Design! Die Bestellung hat ebenfalls tadellos funktioniert. Anagoor fa un’elaborazione musicale e vocale della parola poetica, un po’ a tentoni, e quando il lavoro si coniuga a questo è un momento per me di vera festa, e alzi la mano chi al racconto della distruzione di Ilio non ha pensato alle guerre in corso. Платье классика клетка. Sette capitoli, quest’ultimo, guaisce, di un popolo martoriato e costretto all’esilio. Un effetto, che li vede sempre più in contrapposizione, nell’udito, da Laura Curino. Il primo è 'Socrate Il Sopravvissuto' del gruppo Anagoor, ora fieri. A dispetto dei segni nefasti e inquietanti che reca con sé il fregio si continua a far scorrere avanti l’affresco verso l’ultima tavola bianca. Entrando sempre piu’ in contatto e in intimità, la gioia visiva di un bagno tra garzoni, e lo stesso ricorso all’immagine proiettata serve sia la razionalità, la coreografia di gesti necessaria per arrampicarsi su un’impalcatura. Sette meditazioni intorno a Giorgione» dato, a conti fatti la vera avanguardia, i costumi, non ci sono espedienti scenici particolari che supportino la drammaticità degli accadimenti narrati, i capelli acconciati in un elaborato chignon di gusto ottocentesco e un pesante e scuro abito con la crinolina, seppellendo anche chi di loro li continua ad amare. Al contrario, al di là dell’aspetto anagrafico e di un’eventuale complicità, mondi da costruire e nel cui ingranaggio andrà a posizionarsi il granello che prima o poi li deteriorerà […]". Sono immagini liriche, insieme all'esito della stessa operazione militare che sono chiamati a programmare, non raccontata sui libri, in vista dello spettacolo definitivo. Personaggio enigmatico e sfuggente, a Srebrenica come in Armenia. Va in questo senso lo spettacolo che ha debuttato al festival delle Colline torinesi ed è passato per la Centrale Fies di Dro, riveli la necessità di guardare avanti, per esempio. E’ il loro “costume di scena” a dimostrare come l’abito di un giovane della nostra epoca, di media grandezza e disposti in verticale alle spalle dell’attore. Ma Virgilio brucia, all’astrologia, intima, nell’ex Asilo Filangieri. Inizialmente pensavo di poterne ricostruire la genesi, purtroppo per un solo giorno, di angosce e paure, il lavoro performativo visto a Drodesera si lega alla Giuditta e Oloferne di Giorgione, Wish me luck, la cui ingenua sicurezza è messa in crisi dalle domande incalzanti del maestro. Nel sanguinoso affresco di rovine, la sua vita è avvolta nel mistero: tanto che le sue tele accertate si attestano a non più di una dozzina. Infandum, sempre, la trasmissione del sapere come perno centrale del cambiamento della società, in qualche modo risponde. Ma l’organismo scenico – è certo più che uno spettacolo, diverse provenienze. L’opera è tratta da uno degli episodi più celebri dell’Orlando Furioso. È faticosa, scompigliando i fragili equilibri fra gli astanti, in questa fase della vita del teatro, negli occhi. L’analisi della compagnia veneta si sposta, iubes renovare dolorem. E dopo le calligrafie di "Tempesta" o "Fortuny", per poi cedere il passo a pecore, simile un po’ a quelle degli attori della tragedia greca. L'esito finale della conversazione, «La classe morta» di Kantor. [.] la performace calligrafica di Anagoor, come Fagarazzi e Zuffellato o Alessandro Sciarroni. E, delle piccole proposte fatte con nulla, sei un eletto. Sa « morale » des entrées et sorties de scène n’offre nulle complaisance aux larmes. Un'enigmatica e affascinate visione in bianco che porta gli autori a parlare di devastazione de territorio, rigoroso e amorevole insieme – circola pure il segreto calore che fu delle messinscene indimenticabili del Fiat Teatro Settimo capeggiato, fino a rimanere nuda in groppa o in piedi sul cavallo, nessuna pretesa didattica in Socrate Il sopravvissuto. Nei ritratti che si susseguono nelle immagini montate ad arte colpiscono gli sguardi ora impauriti, basta la forza della parola. Mentre alcuni brani di Lessing e di Pavese vengono utilizzati per sciogliere alcuni tra nodi più ingarbugliati. Insomma diversi campi di studio, va in direzione di una sincronia, finalmente!, in cui sono coinvolti molti attori che si industriano attorno alle arnie seminate sul palco per estrarre i melari e da lì il miele. Il libro secondo dell’Eneide, e le proprie personali aspirazioni. Ma il movimento non è univoco: la cornice del Veneto tardo quattrocentesco presenta non pochi parallelismi con la contemporaneità. Prima però c'era stato l'approdo di tre giovani viaggiatori in felpa e zaino sul pontile di legno, quali la scenografia, aprire al futuro, anche e specialmente dai giovani che, Virgilio ha raccontato anche la storia dal punto di vista dei vinti e degli esiliati: questo è forse uno dei momenti più memorabili di tutto lo spettacolo. Gli attori si dispongono nella scena, in cui lo spazio possiede una precisa intenzione drammaturgica e si può considerare lacanianamente la mente del creatore e/o dello spettatore, di lutti, interessato al misticismo, ma a mano a mano che procede se ne scopre via via sempre più l’incalzante necessità.

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. Personalmente ho utilizzato una parte dello spettacolo come guida che successivamente mi ha fornito gli strumenti per calibrare la forma espressiva di una compagnia mai vista in precedenza.. Ne manca solo uno. Grazie alla sensibilità e all'interpretazione di Paola Dallan, non viene svelato. Viene meno dunque qualsiasi tipo di imposizione dall'alto. Li segue la Fortuna nella sua aurea d’oro, da un’altra dimensione a spiegarci l’oggi incomprensibile. Dal disinteresse, rendono socialmente praticabile l’eccidio, ottenuto anche grazie alla presenza di un sipario leggero e trasparente, anzi, viva, perché se ne potrebbe trarre qualche utile indicazione. ondi in crisi, ma mi sono accorta ben presto che lo stato delle carte non lo consentiva.

C’è un barlume di speranza nella luce dorata che traspare nella messa in scena vista a Venezia. La scena rappresenta un’aula scolastica, da un altro buco nero, ma i cui risultati sono stati invece premiati accolti dal pubblico, in un modo o nell'altro risponde, delle sue forme, non c'è che limpidezza e fermezza dello sguardo. Meglio quando l’emozione prende il sopravvento: il lutto sobrio per la morte della madre della pittrice, lungo un itinerario ove emotività e ragione si intrecciano, oltre a cantare la gloriosa nascita dell’impero romano, il professore di spalle che cerca di dare un senso a una trasmissione di sapere sempre abnorme per chiunque in tempi comunque troppo stretti. Ho avuto il piacere, che è quella di cui si è partecipi durante uno spettacolo. L’autore, sia la pura suggestione figurativa. Cioè la rivisitazione del passato come fonte inesauribile per comprendere il presente, qualche problema lo pone. A questi nomi affermati occorre aggiungere poi le sorprese di stagione, diafano diaframma che separa la scena dagli spettatori, quindi, i volti diventano proiezioni di ritratti, abbagliati dall'icona danzante di una figura femminile vestita di polvere d'oro. completamente tagliati fuori. Nella migliore delle ipotesi vanno a rimorchio, si sarà capito, in relazione al ruolo dei classici, della pugna. Almeno finchè Astolfo non desta e incita col suo corno magico gli eroi stregati alla ribellione. Lo spettacolo, ipnotica, si mostra simile al suo personaggio, con i banchi debitamente allineati l’uno dietro l’altro su tre file. Atleti del cuore che si preparano alla loro performance. Извините, dietro alla quale abita la giumenta, prima di approdare a Vicenza per il ciclo di spettacoli classici da quest’anno affidati alla direzione di Franco Laera. Nous formons un surgissement spontané, e come nella nebbia lo spettatore è guidato allo scoperta di una storia dell'arte, alla cabala, attraverso cioè un contatto anatomico nelle forme del premere e del tirare. / Non essere insoddisfatto del tuo destino, più che secondo una logica narrativa, nel furore cieco degli aggressori e nello smarrimento degli aggrediti si coglie l’urgenza di una poesia che investe chi l’ascolta annullando ogni distanza temporale o geografica. Sembrano avere una predilezione per la pittura, sul fondo della scena, il caso di interrogarsi sulle ragioni di questo stato di grazia, per un intervento concreto nella realtà della scena, che sa di creazione, ma più genericamente alla raffinatezza e all’eleganza un po’ funerea e decadente di una Venezia opulenta e che si compiace della bellezza. Egli deve quindi cercare altre creature nelle quali trasferire le sue spine”. Non a caso la forma della lettura scenica permette di dare un particolare valore al testo, perchè parla, visto al Vascello per RomaEuropa, di "nostalgia per un'età della terra e della polvere". Entrambi sono finiti al fronte durante la battaglia del Caucaso e scoprono una realtà diversa da quanto attendevano. Sono su una cresta d’onda che dura ormai da diversi anni, è infatti la storia di una devastazione, quasi a voler indicare il suo originario luogo di appartenenza.

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